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Troppa cucina in TV?

Noi pensiamo di no

articolo-principale.jpgTroppi talent? Troppi chef, pizzaioli e cuochi in tv? Qualcuno da un po’, nel settore ristorazione si lamenta. Sarà davvero troppa l’esposizione mediatica della cucina italiana, farà davvero male al settore e ai professionisti della ristorazione?
Ci poniamo anche noi la domanda, prendendo spunto per questa riflessione da un inciso provocatorio di Paolo Massobrio che, durante l’ultimo Golosaria Milano, ha spiegato la sua posizione sul tema scrivendo anche un articolato su Il Golosario: “Dobbiamo stare attenti al proliferare di cuochi (…) un fenomeno in continua crescita che rischia di portare ad una vera inflazione che rischia un’implosione. (…) giovani, i grandi cuochi vi stanno illudendo. La televisione crea attesa e desiderio (e l’offerta si ingrossa, potenzialmente); i cuochi famosi, grazie alla televisione e alla sofisticata esposizione mediatica (ormai tutti hanno un’agenzia, una pierre) di fatto fanno formazione (alla scuola di Niko Romito, con 18 mila euro, si esce preparatissimi), ma non è finita. Tutti questi cuochi raddoppiano, triplicano. Anzi Vissani pare sia arrivato a cinque locali, per dirne una. E questo avviene in un tempo dove le scuole alberghiere e le università di agraria crescono. E quest’anno il dato è in aumentoi con un esercito di 49mila giovani che hanno aspettative culinarie. Chi sono i cuochi di oggi? Bei ragazzi filiformi, a metà tra il modello e l’ingegnere di precisione (qualcuno è anche artista, ma chi?)”.
Secondo Massobrio la TV ingenera un’aspettativa che farà lievitare la crescita dei cuochi che saranno i disoccupati del futuro “a meno che la prospettiva sia l’estero. E qui allora inizia, dopo la fuga dei cervelli, anche quella delle padelle”.

TRASMISSIONI.jpgMenomale c’è più formazione
Partiamo, dunque, da Massobrio per inoltrarci in un discorso molto complesso e in cui ci si muove come su un campo minato: che la TV faccia bene al portafogli di molti “guru” dei fornelli è un gioco che accade in qualsiasi campo, e lo sappiamo. Di contro però, non siamo tanto pessimisti sull’esercito dei giovani che fanno l’alberghiero, sui corsi universitari dedicati alla ristorazione. Anzi. Siam ben contenti che i numeri crescano nelle scuole perché la formazione è alla base di ogni cosa. Ben venga, per noi, che ci sia un avvicinamento alla professione e che ci sia studio serio. Certamente a qualche ragazzo ingenuo potrebbe sembrare, guardando la TV, che facendo questo mestiere si può diventare famosi facilmente. Se qualche ragazzo non ha capito che fare il pizzaiolo, lo chef, il pasticcere o il barista costa sacrificio e non significa essere un sedicente artista, ci penserà la scuola a farglielo capire subito e il lavoro a forgiare e ridimensionare le sue aspettative. Infine, se qualche futuro professionista andrà all’estero, per desiderio o necessità, diciamo “bene!”: porterà del buono, il made in Italy di qualità, contro le imitazioni e contro gli improvvisati. Non crediamo comunque che ci saranno disoccupati: se l’Italia capirà che il suo asset più forte è il turismo e la cucina, i professionisti del futuro troveranno spazio.

TV e cucina: non facciamo di tutta un’erba un fascio
Aanche noi storciamo il naso quando nei Talent i concorrenti vengono presi quasi a parolacce (oramai le gag e le imitazioni sui vari Cracco e Bastianich impazzano in rete), ma non faremmo di tutta un erba un fascio, anche perché proprio la nostra testata è stata fra le prime ad aver creato un format di spettacolo e video ricette sulla pizza per la nostra web TV. Crediamo che i piani della professionalità e del cosiddetto spettacolo, possano qualche volta intersecarsi e dare frutti buoni. Crediamo, inoltre, che non sempre la qualità e la serietà fa rima con pesantezza, anzi la leggerezza comunicativa è preziosa. Insomma, mettere sul piccolo schermo o sulle web tv la cucina, non può che creare attenzione verso questa. E l’attenzione non è mai negativa.
Prendiamo il nostro Pizza Talent Show: abbiamo visto pizzaioli giocare, divertirsi, mettere davanti alle telecamere la propriafoto-1.jpg personalità. Al contempo, abbiamo visto pizze ricercate, impasti nuovi, e la giuria tecnica, nell’assaggiare le pizze dei concorrenti, si sono leccati i baffi. Sulla nostra web TV, su Fb e su You Tube, tramite il Pizza Talent Show abbiamo dato spunti creativi a chi ha visto i video, creato curiosità sulla pizza, destato attenzione su farciture e impasti, sdoganato la pizza dalla “napoletanità”, mostrando che esiste la pizza italiana fatta bene in ogni luogo (se fatta con cura e competenza), celebrato la pizza dalla Margherita fino alla Pizza Dessert. Inoltre, cosa per noi non secondaria, abbiamo gratificato i pizzaioli. Pizzaioli che non dimenticano che il loro mestiere rimane quello dietro al bancone e accanto al forno.

foto-2.jpgLa cucina in TV dagli anni ‘50
D’altra parte non è da oggi che la cucina appare in TV: il primo programma televisivo sul cibo fu curato da Mario Soldati e si chiamava “Viaggio nella valle del Po. Alla ricerca dei cibi genuini”. Era il 1957. Fu poi la volta della rubrica “A tavola alle 7”: siamo nel 1974 e il fu Luigi Veronelli, enologo e gastronomo, insieme ad Ave Ninchi portava il cibo sul grande schermo in una forma educativa.
Sempre di Veronelli le trasmissioni “La meridiana” nel 1982 e “Il bel mangiare” nel 1986. Purtroppo il matrimonio Veronelli e TV si ruppe quando l’enologo non trovò più larghi margini di libertà sui canali televisivi.  Sempre negli anni ‘80 proprio Marchesi era presente nella trasmissione “Che fai, mangi?” nei primi anni ‘80. Poi sono arrivate le trasmissioni di cucina dedicate alle casalinghe, poi da qualche anno quelle dedicate ai professionisti, diventati concorrenti di arene multimediali pronti a sfidarsi a colpi di mestolo. Alla fine di tutto, però, chi guarda scopre un mondo di sapori, novità e tradizioni, forme, colori, idee, tecniche. Chi va davanti alle telecamere mette in gioco se stesso e la propria personalità. Per cui ben venga la cucina in TV. Sta a noi poi scegliere chi seguire e cosa guardare, basta un click del telecomando.


20/02/2015

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