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Non solo pizza

Quando la cultura Ŕ il valore aggiunto

pagina-13.jpgSaper fare un buon impasto, selezionare le materie prime migliori, avere buon gusto, cuocere e cucinare nel modo più opportuno, esaltare al meglio sapori e profumi: sono questi gli ingredienti di successo di una bravo pizzaiolo e ristoratore.
Ma non sempre tecnica perfetta e alta professionalità permettono di raggiungere i livelli più alti. Pizzaiolo e ristoratore che sia deve anche possedere quelle particolari conoscenze storiche e culturali proprie dei cibi che lavora, dei piatti che prepara. Questa conoscenza permette infatti di valorizzare al meglio quanto cucina.
Un valore intangibile è vero, ma che se trasferito al meglio alla propria clientela può sicuramente contribuire ad un più alto riconoscimento e quindi di conseguenza a un più forte successo professionale.


Il valore della cultura
Legare la propria offerta gastronomica alle proprie radici culturali, strutturare un’attività ristorativa tenendo saldi i valori della conoscenza e della sapienza porta davvero molto lontano. Soprattutto è un esercizio che viene sempre più apprezzato dai consumatori che vogliano sempre più avere notizie di “quello” che mangiano. Insomma si ha fame anche di cultura e… di buon cibo.
eataly-ny.jpgQuanto scriviamo trova riscontro anche in alcune emblematiche case history. Una su tutte, che ci piace sottolineare, è quella che riguarda Eataly; chi entra in un locale Eataly può vivere diverse e coinvolgenti esperienze: acquistare cibi esclusivi che appartengono alle migliore eccellenze regionali italiane. A volte davvero introvabili. Gustarli, perché, in ogni Eataly c’è un ristorante che li cucina a dovere; soprattutto è possibile seguire, sempre nello stesso posto, dei percorsi didattici per conoscere e apprendere tutto di quel cibo.
Questo originale connubio è risultato assolutamente vincente, ed è apprezzatissimo all’estero.
Eataly a New York è ormai un luogo cult. Questa splendida e riuscitissima iniziativa è frutto dell’intuizione di un manager illuminato come Oscar Farinetti, che ha saputo meglio di altri indicare la strada del cibo di qualità valorizzato attraverso la cultura storica e di territorio che “contiene”.

Pizza&core e la cultura
E quindi non solo tecnica, ma anche cultura: il cliente va conquistato e fidelizzato in ogni modo. Fedeli a questo concetto, che stacopertina-libro.jpg ovviamente molto a cuore a chi si occupa di comunicazione, giornalismo ed editoria, la redazione di Pizza&core ha deciso di lanciarsi in una nuova pubblicazione dedicata alla pizza e alla sua storia.
Dopo la tanto apprezzata esperienza del libro “Napoli e la Pizza: La Storia comincia da qui”, una pubblicazione il cui focus era incentrato sulla straordinaria epopea della pizza napoletana (la madre di tutte le pizze), si è deciso di dare alle stampe un volume che tracciasse un percorso più dinamico relativo alle vicende legate al piatto italiano per antonomasia. Soprattutto una pubblicazione capace di scandagliare e approfondire anche quelli che saranno gli aspetti futuri di pizza e pizzerie.
È nato così il libro “Ieri, Oggi e... Domani. La pizza fra passato e futuro”. Un volume composto da 100 pagine, con tante belle fotografie esaltate da una particolare “vernice” di stampa.
Come tutte le pubblicazioni curate dalla casa editrice di Pizza&core, la qualità del prodotto è decisamente alta: la copertina cartonata, la particolare rilegatura e il formato originale, conferiscono al volume un particolare prestigio.

Ieri, Oggi e... Domani
La pubblicazione di dipana su tre distinti capitoli che ripercorrono in maniera godibile e dinamica la storia del piatto tricolore fin dai suoi primordi.
Nella sezione dedicata a “Ieri” si parte dalle “Origini”, le prime schiacciate, la scoperta del lievito. Un percorso evolutivo che va di pari passo con quello dell’umanità, un fenomeno che ha luogo in quello straordinario crogiuolo di storia e di popoli che è il Mar Mediterraneo e che porta, inevitabilmente fino a Napoli, città, che come tutti sanno, nella storia della pizza rappresenta un punto di partenza e un crocevia decisivo che nel libro sono narrati nei capitoli: Napoli, Pizza Margherita ed Orgoglio Napoletano.

pizzaioli.jpgOggi
E se la storia della pizza trova il suo snodo fondamentale a Napoli, poiché la pizza moderna, con mozzarella e pomodoro, nasce proprio nella città partenopea, sarà poi l’Italia intera, subito dopo la 2a guerra mondiale a diventare la “grande tavola” dove questo piatto si affermerà definitivamente.
Un percorso irripetibile, una storia straordinaria che ha trasformato il piatto che sfamava i lazzari napoletani nel cibo apprezzato da tutti gli italiani, dal sud al nord senza distinzione di casta. È possibile infatti affermare che la pizza, ha consacrato, almeno nei gusti e dei consumi la tanto agognata e fino allora incompiuta unità nazionale. Un unione di gusti e di consumi che la pizza ha saputo, con la sua semplicità e disinvolta allegria, mettere tutti d’accordo.
Pochi altri fattori hanno potuto contribuire a questo miracolo, se vogliamo la pasta, la televisione e la nazionale di calcio.
Di questa sezione fanno parte i seguenti capitoli:  La pizza fa boom; il piatto tricolore; P come passione, P come pizzaiolo; Cento locali, mille ricette; Pizza on the world.

Domani
Nella sezione dedicata alla pizza del futuro si esaminano evoluzioni e tendenze.
La pizza del futuro si avvarrà della tradizione o punterà sull’innovazione?
Come sarà il pizzaiolo di domani? Sono questi  gli spunti che i diversi capitoli approfondiscono. In conclusione, la pubblicazione torna a sottolineare quanto la pizza ha rappresentato e rappresenta come valore gastronomico e culturale, non solo per gli italiani, ma per tutta l’umanità, considerando la sua straordinaria diffusione in tutto il mondo.
E allora perché non farla diventare Patrimonio dell’Umanità?
La pizza, con la sua straordinaria storia, le sue valenze sociali ed economiche merita a pieno questo ambito riconoscimento.

In conclusione un auspicio e un grazie
L’auspicio è quello che questa nuova pubblicazione dedicata alla pizza, trovi riscontro e apprezzamento da parte degli addetti ai lavori, ma anche dagli appassionati della pizza tout court. Sapere da dove viene, che strade ha percorso, qual è la storia del piatto più consumato in italia, fra i più apprezzati nel mondo, non può che fare piacere, specialmente se si è buongustai. Ebbene, insieme a questo auspicio, vorremmo ringraziare coloro che hanno permesso questa pubblicazione.
A cominciare dalle aziende che hanno creduto nel progetto: Molino Caputo, Caseificio Iovine, Stefano Ferrara Forni, Ferrarelle e Peroni. Un grazie va anche agli amici pizzaioli che hanno voluto partecipare all’iniziativa culturale: poter contare su tanti amici veri e per di più bravissimi pizzaioli non può che farci onore.
Pertanto grazie a: Alfredo Folliero, Maria Cacialli, Gino Sorbillo, Angelo Petrone, Roberto Luongo, Antonino Giammatteo, Domenico Caserta, Giuseppe Cravero, Antonino Trivento e Francesco D’Aloia, Alessandro Zompatori, Nicola Salvatore, Daniele Cubeddu, Francesco Cassiamo, Giuseppe Lucia, Marco Amoriello, Salvatore Di Matteo, Luigi Stamerra, Antonio Sacco, Matteo Villani, Vincenzo Gargano, Aldo Tistarelli, Aniello Rovezzo, Antonio Di Lieto, Enzo Cacialli, Luigi Fucci, Marcello Fotia, Stefano D’Auria.

La redazione di Pizza&core


04/10/2012

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