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Il mercato del fuori casa in Italia vale 71 miliardi di euro, registrando un incremento del 12% rispetto al 2019. Nonostante ciò, il numero di visite agli esercizi pubblici diminuisce. Gli italiani spendono di più fuori casa, ma vi si recano meno frequentemente: questo è il quadro emerso dal talk “Stato dell’arte dei consumi fuori casa in Italia”, organizzato da Circana durante SIGEP World, la manifestazione di Italian Exhibition Group in corso a Rimini fino al 20 gennaio. I dati evidenziano un settore in crescita sul piano economico, ma con consumi compressi dalla pressione inflazionistica e dalle preoccupazioni dei consumatori.
Le visite agli esercizi pubblici si attestano a 15 miliardi, in calo del 4,2% rispetto al periodo pre-pandemia. Il prezzo medio dello scontrino è salito del 17%, arrivando a 4,74 euro, spinto anche dall’inflazione.
Secondo Matteo Figura, direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana, gli italiani entrano nel 2026 con margini di spesa più ridotti, tra stipendi bassi, incertezza geopolitica e rincari sui beni essenziali. Per il 71% degli intervistati, la principale preoccupazione resta il costo della vita e il potere d’acquisto.
Cresce anche l’ansia legata alle decisioni del governo USA: a ottobre il 57% degli intervistati si diceva preoccupato, contro poco più del 30% dello scorso gennaio. Il 51% teme che i dazi possano far aumentare ulteriormente i prezzi nei ristoranti. Per quanto riguarda le aspettative economiche, a ottobre 2025 solo il 28% degli italiani si dichiara ottimista sulla propria situazione finanziaria nei prossimi sei mesi, mentre il 22% si definisce pessimista.
Questi trend influenzano la vita quotidiana: il 65% ritiene che i prezzi siano aumentati troppo e il 36% dichiara di frequentare meno i ristoranti. Solo l’11% afferma di non cambiare le proprie abitudini di consumo.
Anche nel carrello fuori casa si osservano scelte mirate: il 38% degli italiani cerca promozioni, il 25% menu combinati, mentre cala la spesa in alcolici, che riguarda solo il 23% dei consumatori.
Nonostante ciò, i numeri restano significativi: nell’ultimo anno gli italiani hanno speso 154 miliardi in cibo e bevande, con il fuori casa stabile al 46% della spesa totale e la distribuzione interna (supermercati) al 54%, pari a 84 miliardi di euro.
Tra le categorie più in crescita per le visite rispetto al 2024 ci sono le gelaterie, subito dopo i fast food. I prodotti da forno, il caffè e la pizza confermano la loro solidità, sottolineando l’importanza della colazione come momento privilegiato di consumo per gli italiani.
27/01/2026
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