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Vino, ristorazione e turismo: un legame sempre pił stretto

vino.jpgAll’arrivo di ogni autunno il mondo che ruota intorno a ristorazione, enoteche, wine bar, converge la propria attenzione sulla vendemmia dell’anno e su tutte quelle notizie ad essa legata, non da ultime le novità delle etichette e le aggiornate tendenze di consumo.

 

Il consumatore cerca la novità

Quest’anno la vendemmia è iniziata in anticipo, già ad agosto, e non è l’unica “eccezionalità” dell’anno. Fuori dal comune è, infatti, anche la grande ricchezza di vini blasonati a prezzi vantaggiosi e la esponenziale tendenza dei produttori a mettere sul mercato vini freschi ed eleganti piuttosto che “corposi” e vitigni meno noti.

Il mercato, insomma, chiede novità, affollato da curiosi appassionati di vino che esiderano testare sapidità non conosciute.

Tra i vini che, secondo molte guide, stanno stupendo e stupiranno nel corso del 2018, ci sono parecchie produzioni del Sud Italia da sempre contraddistintosi per vini robusti e forti, ma che riesce a portare nei bicchieri nettari più “eleganti” del solito.

Se da un lato la vendemmia 2017 rimarrà nella storia come fra le più scarse degli ultimi sessant’anni (appena 41,1 milioni di ettolitri, pari al 24% in meno del 2016), dall’altro lato i vini già sul mercato sono definiti dai più vini di grande qualità. Spicca per rapporto qualità prezzola produzione della Campania le cui cantine sono state premiate dalle guide per una qualità crescente e soprattutto allargata.

Plausi anche per Marche (di cui ricordiamo il vino più noto, il Verdicchio), Abruzzo e Sardegna (con Vermentino, Mandrolisai e Monica).

 

vino-2.jpgConsumi che puntano alla bontà

Sempre più il vino si posiziona come prodotto di ricerca, soprattutto nel fuori casa, con consumi bassi, ma che puntano alla bontà: si beve meno, ma meglio, con un’entrata in cassa di diversi euro in più al bicchiere, purché si ordini un bicchiere di vero piacere da sorseggiare.

Anche i numeri del Report Global Data lo dicono: il mercato del vino cresce solo fuori dall’Europa, ma questo non preoccupa le cantine, né intacca i punti che somministrano vino (pizzerie, ristoranti, winebar, enoteche) i quali puntano sul bere meno, ma bere meglio. Inoltre, il mondo del vino è sempre più legato al tessuto gastronomico e turistico del Bel Paese, dimostrazione ne sia, fra le tante, il lettissimo articolo di Decanter (importante portale inglese dedicato al vino) in cui si stila una lista di itinerari di viaggio ispirati al territorio dei vini italiani, otto suggerimenti di “eno-vacanze” in cui si citano Costiera Amalfitana (di cui ricordiamo il Greco di Tufo e Falanghina), le Langhe (con il Barolo e il Barbaresco), la zona Franciacorta, il Veneto, la Toscana (di cui ricordiamo il Chianti), la Puglia, il Piemonte.

E gli stessi ristoratori, dalla esperienza fatta sul campo quest’estate, potranno confermare la grande ricerca di abbinamenti cibo-vino richiesta sia dai clienti italiani che stranieri in vacanza. Una richiesta che non scema con i turisti, ma rimane anche nelle serate in cui le sale sono gremite di clientela locale.


19/10/2017

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