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Le bollicine, star del made in Italy

Boom di cultivar, boom di vendite, boom nell’export: il mondo enoico è sempre più attento a questo prodotto prezioso

BICCHIERI-SPUMANTE.jpgChe lo spumante sia forse il prodotto ritenuto “più prezioso” per viticoltori e cantine e per i consumatori, non lo dimostrerebbero solo i numeri delle produzioni, delle etichette e delle vendite, ma lo dimostrerebbe anche la grande attenzione che si sta prestando nel vinificare come spumante molti vitigni prima non spumantizzati e nel cercare sempre qualcosa di nuovo da proporre sul mercato.
Ultima notizia “frizzante” è quella che ha visto il musicista Ezio Bosso collaborare con un produttore per “affinare” il suo spumante con la musica.
Sembrerebbe che la sinfonia (selezionata dopo vari esperimenti), creando delle “vibrazioni” fisiche adeguate, metterebbe in movimento i lieviti rendendo la loro attività più veloce e dando così vita ad un prodotto migliore.
Metodi creativi a parte, la produzione degli spumanti e dei vini spumeggianti (come il Prosecco) è sicuramente al centro dell’attenzione del mondo enoico per diversi motivi: perché rappresenta storia, rappresenta eccellenza, rappresenta business per l’Italia.

Le cultivar
Stando ai dati del Registro Nazionale è boom di cultivar pensate per il vino spumeggiante: ben 406 cultivar innestate, in primis Glera, Pinot Grigio, Sangiovese e Chardonnay. Nei Registri di altri Paesi UE, il primo posto va al vitigno Macabeu.
Dal Glera (23.634.913 unità) si produce il Prosecco, vino veneto tra i più apprezzati nel mondo. Il Pinot Grigio conta 18.734.680 piante, il Sangiovese 12.139.538 e lo Chardonnay 10.639.276.


L’Export
I nostri spumanti, anche per l’ottimo rapporto qualità prezzo, continuano ad essere apprezzati tantissimo all’estero oltre che in patria, trainando l’export tricolore.
Per la Coldiretti è proprio lo spumante “la vera star della riscossa del Made in Italy all’estero”: il +21% delle esportazioni è un dato che parla da solo. Le vendite hanno raggiunto il massimo storico.
Nel 2016 è la Gran Bretagna il primo mercato mondiale di sbocco delle spumante italiano. Ma, come ricorda Coldiretti, il dato che davvero deve sorprendere in questo 2016 che volge al termine è l’aumento del 59% delle vendite di bollicine Made in Italy in Francia, la patria dello champagne. È probabile che molti cugini d’oltralpe brinderanno con un calice di spumante italiano a Capodanno.

Il mercato del vino
Tutte queste cifre sono molto interessanti soprattutto se si inquadrano in un contesto più ampio che vede un crollo generico della produzione di vino nel pianeta.
La produzione mondiale del nettare di Bacco, infatti, scende nel 2016 del 5% per un totale complessivo pari a 259,4 milioni di ettolitri, in altre paroIe i livelli più bassi dal 2000. Ma anche qui l’Italia resta al comando con 48,8 milioni di ettolitri (previsioni OIV sul 2016).
Ritornando alle bollicine vediamo i vini tricolore più apprezzati all’estero: il più amato è il Prosecco, seguito dall’Asti, seguono Trento Doc e Franciacorta.

Abitudini di consumo
Di certo in Italia lo spumante si classifica al primo posto negli acquisti delle feste anche quest’anno.
Nonostante si stia sempre più attenti alla spesa, alle bollicine delle feste non si rinuncia.
Ma a ben guardare i consumi di spumanti e prosecco iniziano a slegarsi dalle occasioni di festa perché cresce il loro uso nei cocktail e negli aperitivi, richiesti dai giovani e da donne. Extra brut, brut, extra dry (secco morbido), dry (poco dolce), demi sec (amabile) e dolce, metodo classico o champenoise, lo spumante italiano sta vivendo i suoi anni migliori.


19/12/2016

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